Amargi, il ritorno alla libertà
C’era una volta una leggenda così antica
che nessuno ricordava più di averla dimenticata.
Era la leggenda dell’inizio dell’anno.
Oggi lo chiamiamo Capodanno.
New Year’s Day.
Nouvel An.
Yuándàn.
Enkutatash.
Ma un tempo aveva un altro nome: Amargi.
Ritorno alla libertà.
In un periodo sospeso tra il passato e il futuro,
in una civiltà così antica da sembrarci davanti sulla linea del tempo,
viveva un piccolo regno umile,
ma sorprendentemente lucido.
Ogni anno, nel passaggio tra l’anno vecchio e quello nuovo, accadeva qualcosa di insolito:
il re deponeva il proprio potere.
Davanti al dio, dichiarava i suoi errori,
riconosceva i propri limiti,
si svuotava.
Solo così poteva essere nuovamente riempito
per l’anno successivo.
Un popolo illuminato.
Lo stesso valeva per il popolo.
L’ultimo giorno dell’anno, ogni abitante aveva il diritto – e il dovere – di tornare libero.
Libero dalle colpe, dalle zavorre, dai rancori.
Si spezzavano simbolicamente le catene,
si perdonava sé stessi
e gli altri.
Ognuno raggiungeva il proprio luogo speciale.
Un prato.
Una collina.
Il portico di casa di un vicino.
Quel giorno, tutto era di tutti.
Ci si sedeva.
Ci si connetteva alla Terra.
Si faceva silenzio dentro.
Si faceva ordine.
Era, in fondo, un ritorno all’essenziale.
Un ritorno alla libertà.
Poi, col tempo, accadde qualcosa.
Un anziano disse che le lenticchie portavano abbondanza.
Una giovane disse che buttare via il vecchio portava fortuna.
Un altro parlò di fuochi d’artificio contro gli spiriti maligni.
E qualcuno aggiunse che il rosso era indispensabile.
Nuove tradizioni
Ogni anno, una nuova tradizione.
Ogni anno, un gesto in più.
Fino a quando il regno fu così occupato a preparare la festa
da dimenticare il motivo per cui esisteva.
Non c’era più tempo per sedersi.
Bisognava cucinare, comprare, decorare.
E quando avanzava qualche minuto,
il silenzio dentro faceva paura.
Così lo si riempiva di brusio.
Arrivò un giorno in cui nessuno ricordò più l’Amargi.
Né il re,
né i saggi,
nemmeno gli anziani.
Si facevano cose senza sapere perché.
Si ripetevano gesti senza comprenderne il senso.
Festeggiavano l’inizio
avendo dimenticato l’origine.
Così, la festa dell’Amargi divenne una leggenda.
Una leggenda così antica
che nessuno
si ricordò più
di averla dimenticata.
Quest’anno dopo le lenticchie e dopo i fuochi Ricordiamoci di tornare liberi.
E tu come festeggi il Capodanno? Lenticchie e mutande rosse?
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