Ogni giorno un essere umano apre gli occhi e sa che un terzo della sua giornata è già trascorso mentre lui… dormiva.
Poi si ricorda che, in realtà, durante il sonno il suo cervello e il suo corpo si sono rigenerati, riorganizzati, e si tranquillizza.
Un istante dopo realizza che lo attende un altro “terzo” di vita, in cui dovrà… lavorare.
Se ci si ferma a pensare, è sbalorditivo. Ma non è tutto.
Considerando gli spostamenti casa-lavoro, le attività domestiche, la spesa, il cucinare e tutte le piccole incombenze quotidiane, il tempo rimanente si riduce a una quantità irrisoria di ore.
E questo fa inevitabilmente riflettere.
Profilo di riferimento
Immaginiamo una donna di 40 anni, separata, con due figli adolescenti.
Lavora a tempo pieno (40 ore a settimana), gestisce casa e figli in autonomia, compresi gli accompagnamenti alle attività sportive.
Distribuzione settimanale del tempo (168 ore totali)
- Dormire: 49 ore (29%)
- Lavoro: 40 ore (24%)
- Tragitti casa-lavoro: 7 ore (4%)
- Accompagnamenti figli a scuola o sport: 10 ore (6%)
- Pulizie e riordino: 7 ore (4%)
- Lavatrice e stiraggio: 5 ore (3%)
- Spesa e commissioni: 4 ore (2%)
- Cucina e pasti: 14 ore (8%)
- Tempo con i figli o relazioni familiari: 10 ore (6%)
- Tempo personale e relax: 7 ore (4%)
Totale: 168 ore.
Risultato:
Il tempo dedicato agli altri (lavoro, figli, casa) è circa il 72%.
Il tempo dedicato a sé (escludendo il sonno) è solo il 4%.
Il 4% di tempo è solo per noi stesse.

La mia esperienza personale
Ho provato a fare lo stesso calcolo con me stessa.
Io lavoro circa 25 ore a settimana, vado a lavoro in bici e non sono una che si impegna troppo nelle attività domestiche.
La mia fetta di tempo personale è più generosa: circa il 29%.
Ho una vita semplice, partecipo alle attività dei miei figli, li aiuto per la scuola e cerco di esserci sempre.
Non ho raggiunto una posizione di “successo” dal punto di vista lavorativo, ma sono felice di quello che ho.
I temi della qualità aziendale mi hanno insegnato che posso sempre migliorare la mia vita — e ci proverò fino alla fine.
Il mio successo più grande è quel 25% in più vissuto come un dono meraviglioso solo per me.
A volte mi sento quasi in colpa per avere delle passioni, per voler scrivere, creare, fare qualcosa che mi renda viva.
Poi mi ricordo che il tempo mi appartiene, e che non è infinito.
Il valore del tempo per sé
Ognuno di noi dovrebbe fermarsi almeno una volta al mese e riflettere sul tempo che dedica a se stesso.
Qualunque sia la tua percentuale, ricordati sempre quanto è prezioso quel tempo “dedicato solo a te”, quello che serve per respirare, pensare, capire chi siamo.
Perché è proprio da lì che nasce l’energia per tutto.
Il tempo non si moltiplica.
Ma può cambiare valore.
Oppure possiamo continuare a lamentarci.
Ci sono infinite strade che vorrei percorrere insieme a te sul tema del valore del tempo — quello trascorso a lavorare, quello con i figli, quello che non tornerà.
Ma quella è un’altra storia.
Anzi no, è un altro articolo.
E tu, quale percentuale di tempo dedichi a te stessa?
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