Quando la notte si riempie di pensieri
Ti svegli di notte. Forse per un sogno, forse per un rumore improvviso. Forse semplicemente devi fare pipì.
Bevi un po’ d’acqua, spieghi al gatto che no, non è il momento della pappa e ti rimetti sotto le coperte ancora calde.
Ed è proprio lì, in quel preciso momento, che ti precipitano addosso tutte le cose che devi fare, i problemi della tua vita, della vita dei tuoi cari e, perché no, anche del resto del mondo.
Ho letto che durante la notte viviamo quella che viene definita una fase vulnerabile: siamo più esposti a una forma di solitudine esistenziale. Nel silenzio notturno emergono con insistenza i pensieri che durante il giorno restano coperti dal rumore di fondo.
La mia personale collezione di cose da fare
Io, personalmente, ho una lista di cose da fare che cresce inesorabilmente. Sono una specie di accumulatrice seriale di impegni, responsabilità, idee da rimandare.
Ho un’abilità che non so se considerare preziosa o dannata: io mi arrangio. Nel quotidiano questo arrangiarmi mi tiene impegnata e, tutto sommato, soddisfatta.
E poi c’è la fantasia con cui mi racconto le scuse per non fare ciò che dovrei. Una vera forma d’arte.
Ora immaginate come può apparire la mia to do list. Interminabile. Eterna.
Quando la mente perde il filtro
Nel silenzio della notte, la parte razionale del mio cervello fatica a filtrare i pensieri pessimistici. Tutto diventa un dramma. Tutto assume un’urgenza stringente.
È così che funzionano i pensieri intrusivi: arrivano quando siamo stanchi, soli, con meno difese. Sono pensieri automatici, insistenti, spesso notturni, che trovano spazio proprio quando il rumore del giorno si spegne.
Le tecniche, l’ansia e l’amigdala dispettosa
Sì, lo so: esistono molte tecniche pratiche per interrompere il loop dei pensieri notturni. Ne parlavo con un’amica tempo fa.
Infatti provo subito.
“Respira, rilassati, cerca di calmare l’ansia.”
Mi viene in mente l’amigdala, la regina dell’ansia. Me la immagino con una faccia dispettosa e gli occhietti sbarrati. Cambio metodo, perché se chiudo gli occhi adesso vedo occhietti sbarrati ovunque.
Provo il rilassamento muscolare progressivo: tendere e rilassare ogni gruppo muscolare per concentrarmi sul corpo e non sui pensieri.
Mi accorgo quasi subito che è difficilissimo. Avete mai provato a isolare i muscoli posteriori del tronco e contemporaneamente a non pensare?
Niente. Cambio tecnica.
Il momento presente (e il pavimento freddo)
Provo con quella cosa del “riportare l’attenzione al momento presente” attraverso i sensi. Tocco il pavimento freddo.
Niente. Non funziona. Ho freddo e sinceramente con il braccio in questa posizione neanche Morfeo si addormenterebbe.
La visualizzazione, per principio, la evito. Mi ricorda The Secret: come trasformare una legge universale in un sacrilego obiettivo commerciale.
Per i metodi preventivi ormai è tardi: la scrittura serale delle cose da fare, ritagliarsi un tempo programmato per preoccuparsi durante la giornata, quelle cose lì.
Sicuramente domani riscrivo la mia lista.
Tutti dormono
Il gatto dorme. I miei figli dormono. Tutti dormono.
Prendo il mio taccuino degli appunti. Meglio non usare schermi quando vuoi riaddormentarti. Lo tengo sempre vicino.
L’ispirazione, si sa, arriva nei momenti più impensabili.
Scrivo un titolo:
Frasi personali per pensarci domani
- È da agosto che non funziona il frigo, posso resistere fino a domani.
- Accetta il fatto che ogni tanto devo andare in posta, prendere il numerino e fare la coda: non tutto, per fortuna, va fatto online.
- Oggi ho fatto del mio meglio. Mi preoccuperò del pagellino di mio figlio quando lo riceverò.
- Sono al sicuro nel mio letto. Ora il mio unico compito è riposare.
- Mi comprerò una macchina, ma non ora. E poi andare in bici mi fa benissimo.
- Cosa segreta che qui non posso scrivere
Rileggo con soddisfazione e metto via il taccuino.
Mi posiziono per dormire e chiudo gli occhi. Dai piedi di letto, il mio gatto cicciotto ha intuito che ho bisogno di una mano, o forse ha capito che oramai è quasi ora della Pappa. Mi viene vicino ed inizia con abilità ad impastare su di me, con aggiunta di fuse.
La notte fa il suo lavoro
Riacquisto la mia abilità di addormentarmi in tre secondi. L’ultimo pensiero è che devo aggiungere una cosa all’elenco delle cose da fare:
- più coccole al gatto.
Sogno frigoriferi parlanti e pagellini incisi sulla pietra. Mi sveglio puntuale alle 6:25.
Il mondo è come me lo ricordavo.
Rileggo la mia lista delle cose da fare e la aggiorno. Alla luce del mattino non è poi così male.
Guardo la mia giornata con un certo ottimismo. Forse i pensieri intrusivi servono anche a questo: a bilanciare una notte difficile con un giorno che può ancora sorprendere.
Un equilibrio sottile, come quello tra male e bene.
